Stadium: il tiebreak è ancora fatale

Stadium Mirandola – Monge Gerbaudo Savigliano
(2-3) | (21-25; 12-25; 25-16; 25-23; 11-15)
Niente da fare per la Stadium: la sconfitta al tiebreak con Savigliano allontana i mirandolesi dalla possibilità di sbrigarsela senza playout: Personal Time è a 22, Acqui Terme a 24.

PRIMO SET

Bicego ripropone la formazione della vittoria contro Acqui Terme: Galliani e Maletti in banda, Spagnol opposto, mentre al centro ci sono Scaglioni e Antonaci. Catellani libero e regia di Sitti
Avvio lampo dei gialloblù che si portano sul 4-0 prima che Schiro imbusti una palla nel muro a tre avversario e apra le danze per i suoi. Savigliano pareggia a 6, ma l’errore al servizio di Schiro permette ai gialloblù di restare avanti. L’ace di Galliani regala un po’ di ossigeno ai padroni di casa, di nuovo a segno in fase break. Sacripanti ricambia il favore dai nove metri sull’ex compagno Maletti. Le due formazioni continuano a litigare con la ricezione: sono tre i punti diretti al servizio nei primi venti scambi (2 Stadium, 1 Savigliano). Scaglioni mura Schiro e mette nuovo spazio tra le due formazioni, con Mirandola ancora a +2 a metà inoltrata (16-14). I cuneesi si rifanno sotto a 17 senza però riuscire a sorpassare fino al 18-19, forzando Bicego al timeout. Adesso è Savigliano a salire in cattedra, prendendo un vantaggio di tre lunghezze (18-21). Ancora pausa per la Stadium che però continua a subire fino al 19-22. Sul ventesimo punto gialloblù è Berra a fermare il gioco per non vanificare la reazione dei suoi. Sitti regala dai nove metri ma fa subito ammenda servendo Spagnol. Savigliano si prende però il primo set 21-25 dopo due errori della Stadium. 

SECONDO SET

Stavolta è Savigliano a prendere immediatamente il vantaggio, dimostrando di essere anche in grado di soffrire durante gli scambi lunghi. Sul 2-7, Bicego è costretto a chiamare timeout, ma non c’è nulla da fare: il primo punto gialloblù dopo la serie infinita saviglianese è sul punteggio di 3-9, ma Mirandola in campo non c’è: il secondo timeout è sul 8-18. Da lì tutto come pronosticabile. Stadium 12, Savigliano 25.

TERZO SET

La Stadium è spalle al muro e non ha più spazio per permettersi passi falsi. I gialloblù rientrano in campo con ritrovato carattere, cercando di guidare le sorti del set fin da subito costringendo Berra al timeout sull’8-3. Al PalaSimoncelli si gioca a parti invertite, con Savigliano ancora all’inseguimento sul 18-12. Gestione cuneese in panne: Sitti si vede annullato il primo dei nove set point a disposizione, ne basta un altro per riaprire la partita.

QUARTO SET

Situazione ribilanciata in questo parziale: le formazioni avanzano a spallate per tutta la prima parte, e a prendersi il primo break è l’ace di Galliani su Galaverna. Sul 14-10 gioco fermo per i piemontesi nel tentativo di recuperare. Capitan Rabbia e soci recuperano due lunghezze, con Bicego che a sua volta deve interrompere il gioco. Savigliano però è ripartita e riesce a sorpassare sul 15-16. Dopo gli ultimi trenta secondi di pausa del set, Spagnol interrompe la serie saviglianese prendendosi il pareggio, poi rilancia con sorpasso e punto break (18-16) ma il set è ben lontano dall’essere segnato: la Monge Gerbaudo torna a pareggiare a 21. Carlevaris, inserito per il servizio, sbaglia dai nove metri per il 22-21, ma i suoi tornano a segnare un break positivo, e tocca di nuovo a Spagnol bloccare l’avanzata degli avversari. L’ace di Sitti regala un solo set point alla Stadium, da disputarsi dopo il timeout piemontese. Il capitano batte, poi la ricostruzione inefficace di Savigliano: palla a Maletti.

QUINTO SET

Il set corto sembra una fotocopia del secondo: la Stadium parte sotto 0-3, ed è Maletti a mettere a terra i primi due punti di una squadra che però continua ad annaspare (3-7). Al cambio campo il vantaggio ospite è di 3 punti. L’ace di Savigliano accresce a quattro i punti di vantaggio, poi la nuova reazione dei gialloblù, di nuovo a due lunghezze, ma sempre più pericolosamente vicina alla meta. Gli ospiti vincono al tiebreak lasciando un solo punto ad una Stadium sempre più vicina ai playout.