Sconfitta 3-2 a San Donà: un punto che sta stretto
Personal Time San Donà – Stadium Mirandola
(3-2) | (25-22; 19-25; 25-23; 20-25; 17-15)
Mirandola spreca una bella occasione in quel di San Donà. La rimonta non completata regala però un punto. Occhio però davanti: si attendono altri scontri diretti ma le dirette avversarie sono in fuga
PRIMO SET
Bicego prova il modulo a tre schiacciatori con Galliani opposto, Flemma e Maletti in banda, Antonaci e Scaglioni al centro e libero Catellani. Tutto orchestrato dalla regia di Sitti.
Subito forte Galliani: i primi due punti dell’incontro sono suoi, ed inizia a mettere punti tra le due formazioni. Personal Time non si scoraggia e raggiunge la parità a 10. La fortuna gira poco dopo per i veneti, che con un muro su Maletti riescono a strappare il primo doppio vantaggio. Proprio il numero 12 mirandolese si riscatta al ritorno dal timeout, chiudendo la serie positiva avversaria. Niente break però per i gialloblù. Sul 20-17 Maletti spara una parallela potentissima e Fedrici cerca di replicare senza successo: 20-19. È Scaglioni a prendersi il pareggio a 21 lunghezze. Sono però ancora gli ospiti a mettere il naso avanti e a mandare al servizio Alberto Cavasin, una certezza per i padroni di casa che ancora una volta toglie le castagne dal fuoco con un ace (23-21). Mirandola fa confusione nelle fasi finali e offre il fianco ai padroni del PalaBarbazza che si trovano improvvisamente sul 24-21. Flemma atterra in pipe e Rigamonti frena il gioco. La ricostruzione della Stadium fallisce dopo la difesa: si finisce 25-22.
SECONDO SET
Molto equilibrata l’apertura, con Mirandola che riesce a staccare gli avversari sull’8-11 grazie ad un Maletti in gran spolvero che mantiene avanti i suoi tra muro e attacco, gonfiando la distanza fino ad obbligare San Donà al timeout. La cura Rigamonti funziona alla grande: il pareggio a 13 ne è la prova. Galliani è di nuovo il giocatore incaricato di sollevare il conteggio dei duoi, firmando il mani out del doppio vantaggio 14-16, ben assistito dal successivo muro di Flemma e Antonaci che riportano a +3 il tabellone. Fedrici si vendica subito, negando il passaggio a Flemma e ridimensionando le ambizioni avversarie. Bravi gli emiliani però a tornare a macinare immediatamente, registrando anche il massimo vantaggio dell’incontro (15-19). La Personal Time si oppone e ne segna due. Bicego ferma il gioco sul turno di servizio di Cavasin, finalmente arginato al rientro dalla pausa. Finita questa breve parentesi che vede il riavvicinamento dei sandonatesi, torna debordante Mirandola che guadagna sei set point, grazie anche ai due punti di Spagnol, subentrato con Schincaglia. I gialli non chiudono immediatamente sul servizio ma alla lunghezza dopo arriva un altro punto del trevisano della Stadium che mette tutti d’accordo e invoca il cambio campo.
TERZO SET
Si torna alla formazione che ha aperto la seconda frazione al PalaBarbazza, con l’inserimento di Rustichelli come libero di difesa, già visto nel set precedente e in grado di dare manforte alla seconda linea della Stadium. L’inizio della terza partita sorride a Personal Time, costretta però a cedere il passo agli avversari che si portano avanti 9-10. Alcune disattenzioni dei veneziani lasciano spazio di crescita alla formazione di Bicego, e Rigamonti viene costretto al timeout. La cura magica dei trenta secondi del coach sandonatese pare essere una panacea per i suoi ragazzi, sempre in grado di accorciare le distanze dopo ogni pausa. Dopo l’exploit però, come nel set precedente, nuovo momento di buio del Volley Team Club, di nuovo lontano sul 14-17. Ancora doppio cambio per Bicego, che rimette in campo Spagnol e Schincaglia. Dopo le fatiche al servizio che hanno caratterizzato San Donà già dall’inizio dell’incontro, l’ace lungolinea di Garra accorcia nuovamente le distanze (17-18) e fa tornare in panchina Mirandola. Lo schiacciatore veneto non replica, la chiusura del doppio cambio manda al servizio Sitti sul 17-19. Due difese su Cavasin non bastano ai gialli per chiudere il punto. Ci pensa Fedrici che ancora una volta mette i suoi nello specchietto della Stadium. Il momento di buio dei mirandolesi porta il tabellone sul 22-19. Galliani blocca l’avanzata dei veneti (23-20) e Flemma accorcia le distanze. Ancora Galliani a muro per il 23-22 e Rigamonti chiude i discrezionali con un colloquio con Cavasin. Dopo ogni timeout di casa c’è ormai la certezza matematica del punto, che anche stavolta arriva inevitabilmente e porta il tabellone sul 24-22. Flemma nuovamente a segno, ma San Donà con Garra di nome e di fatto si prende la terza frazione e si porta sul 2-1.
QUARTO SET
San Donà parte per chiudere: lo dimostra il primo tempo di Lazzarin che spacca il taraflex del PalaBarbazza a cui risponde però senza problemi Spagnol, subentrato a Galliani, che nei primi scambi è a 3 su 3 (2-5). Altro giocatore fondamentale in questa fase Piergiorgio Antonaci, infallibile in attacco. Mirandola controlla l’apertura del set, ma un paio di imprecisioni gli costano qualche punto dalla saccoccia avidamente riempita (10-12). Tutt’altro che doma, la Stadium torna a macinare, non senza qualche difficoltà. La formazione del Piave è costretta a fermare il gioco, di nuovo lontana, poi vicina come non mai. Il 16-17 vale il timeout di Bicego. Maletti riesce ad evitare la parità e Fedrici sbaglia in attacco spingendo nuovamente i gialli a +3. Cavasin regala un altro po’ di spazio (17-21), mentre Spagnol e Flemma continuano ad agire da lente focale per gli emiliani, che vedono il tiebreak sempre più vicino. Marzorati attacca in rete, Bellucci segna di seconda intenzione e annulla il primo dei cinque set point mirandolesi. Grespan inserito al servizio per Marzorati non impensierisce Maletti, che in perfetto tandem con Flemma rimanda la decisione al tiebreak.
QUINTO SET
Situazione attendista su ambo i lati della rete, con le squadre che segnano più per errori avversari che per azioni di rilievo. Break e controbreak pericolosissimi per tutte e due le formazioni, ma al cambio campo le squadre sono ancora affiancate: 7-8 per Mirandola.
Personal Time riesce a tornare avanti per 11-10 dopo aver inseguito praticamente dall’avvio. Il PalaBarbazza è condannato a restare col fiato sospeso fino alla fine: Maletti atterra il pallone del 13 pari ma Garra si prende un solo match point. Bicego vede un’invasione aerea sull’ultima azione della partita che avrebbe premiato San Donà, chiama il check e la coppia arbitrale decide in favore dei gialloblù per il 14-14. Flemma mura Cavasin: c’è un set point per la Stadium che però non viene finalizzato. La ricostruzione di Mirandola fallisce e le due azioni successive premiano la squadra di casa, vittoriosa 17-15.
